COME SI SVOLGE IL PRIMO COLLOQUIO IN STUDIO?

Molti mi raccontano di non sapere realmente cosa fa lo psicologo e di aver provato una certa ansia prima del colloquio iniziale.

Il primo incontro ha un significato importante: la conoscenza reciproca, cioè fornirà alla persona delle sensazioni per comprendere se quello psicologo è quello giusto, mentre lo psicologo cercherà di farsi un’idea iniziale della richiesta, che verrà approfondita nei colloqui successivi.

Lo psicologo durante il colloquio farà un accurato lavoro per raccogliere le informazioni anamnestiche necessarie, cioè la storia della persona e la realtà psichica ed emotiva che lo conduce a chiedere un aiuto.

Successivamente presenterà il proprio modello di lavoro e fornirà le informazioni necessarie per stabilire un setting, cioè un contesto di lavoro: definizione dei giorni, degli orari, dell’onorario.

Un elemento imprescindibile nel colloquio con lo psicologo è l’assenza di giudizio, di consigli, di obblighi. Ogni persona è portatore di una sensibilità e una realtà emotiva specifica, che pertanto va accolta con la massima cura e delicatezza.

L’incontro consentirà alla persona di avere il proprio spazio di ascolto: attraverso la parola si darà voce alla propria storia, una storia vissuta e forse mai veramente ascoltata dall’interno.

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